Luglio 2026
Mostra di Brenno Benatti
Mostra personale
Nato a Guastalla (RE), dove tuttora vive e lavora, Brenno Benatti è uno dei più importanti pittori naïf italiani contemporanei.
Nel 1985 è stato insignito della Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica, riconoscimento che lo rende l’unico pittore naïf ad aver ricevuto tale onorificenza. È considerato il più rinomato tra i pittori naïf viventi, come testimoniano i numerosi premi ottenuti in Italia e all’estero nel corso di una carriera iniziata nel 1968 e mai interrotta.
Nel corso degli anni la sua attività artistica ha attirato l’attenzione della RAI e di numerose testate giornalistiche nazionali.
Principali riconoscimenti
- Medaglia d’Oro del Presidente della Repubblica (1985)
- Ambrogino d’Argento, conferito dal Comune di Milano per aver dato lustro alla città
- Lucia d’Argento del Comune di Varenna (LC)
- Pico d’Oro di Mirandola (MO)
- Pennello d’Oro di Modena
- Numerosi altri premi e riconoscimenti nazionali e internazionali
Il giudizio del critico Emanuele Filini
«Quando nel 1886 Henry Rousseau, detto il Doganiere, espose al Salon des Indépendants, firmò di fatto l’atto ufficiale di nascita della pittura naïf. Non si trattò soltanto di un evento culturale destinato a entrare nella Storia dell’Arte, ma della definizione di un vero e proprio stile pittorico.
Pur non esistendo un accademismo naïf, nel tempo si sono consolidate regole non scritte che ne identificano il linguaggio: l’idillio naturalistico, il surrealismo misticheggiante, la semplificazione decorativa, la vivacità cromatica oltre il naturale e il gusto primitivo del racconto, espresso attraverso stereotipi pittorici che assumono il valore di una vera e propria lingua.
All’interno di questo stile, il mio caro amico Brenno Benatti racchiude tutte le caratteristiche del maestro naïf. Qualche dubbio può sorgere sull’ingenuità, ma non sulla semplicità del racconto, che potrebbe essere ricondotta non all’Accademia bensì, forse, alla Maniera. Del resto, la Maniera presuppone sempre un Maestro di riferimento, mentre la semplicità e l’ingenuità autentiche le ritrovavo forse soltanto negli ex voto del tempo dei miracoli.»
— Emanuele Filini












